Non poteva esserci un inizio più adatto di questo per il mio blog. Giorni di Gertrude Stein d’altronde: poetessa del suono sgrammaticato e ripetitivo, che scriveva: “Rose is a rose is a rose is a rose. Loveliness extreme. Extra gaiters. Sweetest ice-cream.“.

Ma partiamo con ordine.

Ultimamente mi sono reso conto di non avere mai avuto un vero e proprio blog personale, in cui scrivere ciò che mi passava per la testa: gli odori suggeriti da un film, le immagini di una musica, il suono di una poesia, i rumore della vita. Ne ho avuto uno in realtà, ma direi che è stato dichiarato clinicamente morto dopo che mi sono accorto d’aver scritto ben 2 post in 2 anni.

Così ho deciso di stupirmi. Di andare contro la mia natura di inconcludente e riprovare di nuovo a fallire.

Stavolta, però, spero di fallire fino in fondo.