Cio’ che prendono in me non e’ me
ne’ niente,
e’ l’intreccio bisello
dell’irruzione di vivere
dove si forma questo mondo sor
nione suturato di falso, tra ghiaccio, filo e vetro,

e il corpo e’ cio’ che di questo dolore sconcertante si sara’
tratto via vivente e permanente.

(da SUCCUBI E SUPPLIZI di Antonin Artaud)