Mind now 2004 Saturday, Apr 5 2008
Musica 8:17 pm
Il godimento simbolico,
il rapporto impossibile,
l’affetto umano,
lacerazione delle parti,
l’intuizione fulminea,
il contatto glaciale,
la mutazione interna,
l’emozione annullata,
in un’azione: idee, pensieri,
l’indicibile,
l’imponenza,
il sofismo industriale come dedizione,
caricatura del colore,
sfumatura dell’immagine,
in un’incessante deviazione rettile;
lo sguardo interiore come unica uscita esterna,
manipolazione dei movimenti e delle percezioni,
tutto accade nel preciso istante della fruizione,
convulsione estemporanea, sgomento,
il sociale come sfruttamento,
desiderio di vita, desiderio di morte,
desiderio sessuale,
il desiderio è vero.
Ma che bugia oscena:
l’amplesso svalutato,
l’alibi del morto,
il vivo impotente,
(un solo grande amore);
il sacrificio
è godimento simbolico del vero reale piacere.
Il resto è simulacro.
Egli si volta smarrito,
(dove?)
Egli si volta (da dove?).
Qualcuno si ritrae
nei silenzi incessanti,
cercami qui dove non posso essere,
cercami qui dove non c’è.
Destino, la ricerca infinita, l’attesa,
doloroso sacrificio,
ma gli dei sono greci e ridono
e non giungono.
La profezia senza tempo,
il tempo senza desiderio:
non resiste.
Attesa nell’assenza
del tempo,
la fine di ciò che circuita verso di un punto senza superficie
che cade fuori di noi.
Negazione che afferma,
che intervenga e salvi prontamente
la sacra realtà, che impedisca
che sia il ritorno eterno
del sacro.
La morte possibile,
la lenta sparizione,
la solitudine essenziale,
(irreale)
lontana da sé stessa la coscienza rincorre
(ecco l’oblio)
Ecco l’oblio:
vuota sovranità, presenza assente dell’immediato:
ecco l’oblio:
il tutto che esclude,
parola errante.
Qui ognuno è fuori di sé
rotola
senza peso
sostituito dal neutro.
Qualcuno è fuori sé
la follia del luogo,
la chiarezza oscena
Ecco l’oblio,
ecco l’oblio.